IC ROSETTA ROSSI
Via Francesco Borromeo n. 54
00168, Roma (RM)
codice meccanografico: RMIC8G300N
classe 1B
VERIFICA DI LINGUA ITALIANA - 06/12/2022
Comprensione e sintesi del testo narrativo
Il potere dei bidelli, tratto dal libro di Marco Lodoli, Grande Circo Invalido, Torino 1993
Avrò avuto dieci anni. Ero arrivato a scuola in ritardo, roba di pochi minuti, però di sicuro la maestra stava già facendo l'appello, già aveva detto: Rocco? e (sic) nessuno aveva risposto. La mia classe era al terzo piano. Ventidue gradini a piano, sessantasei gradini. Forse avrei fatto in tempo ad entrare prima che la maestra spiegasse le Marche e l'Abruzzo.
Ma al primo piano il bidello stava lavando i pavimenti.
"Fermo lì" m'ha ingiunto.
Aveva i capelli bianchi ed era piccolo e magro, si chiamava Severo. Dicevano che dormisse su una branda in una stanza dello scantinato. Dicevano che non aveva figli, che non teneva per nessuna squadra di calcio, che era stato in prigione, per non aver voluto fare il soldato, da giovane. Dicevano pure che era malato.
Io sono rimasto in quell'odore tremendo di varichina, sul bordo del pavimento bagnato: avrei voluto pestarlo e tirare dritto verso le Marche e l'Abruzzo, mi sembrava insopportabile rimanere lì ad aspettare che tutto si facesse pulito. Severo stava in piedi accanto allo specchio e allo spazzolone, dall'altra parte di quell'umidità brillante.
"Fermo lì" ha ripetuto, eppure io ero molto fermo.
Allora ho girato la testa e accanto a me ho visto il direttore didattico, un uomo bello e importante, il padreterno che consegnava le pagelle e sgridava persino le maestre anziane. Anche lui era in ritardo e ora stava lì, bloccato dalla pulizia, sbattendo sul ginocchio la sua borsa di belle.
"Severo, io devo passare, ho molte cose da sbrigare"
"State tutti e due fermi e buoni fino a quando il pavimento è asciutto".
Io ero niente e il direttore era tutto, ma Severo era qualcosa di più. Così siamo rimasti obbedienti a osservare le chiazze d'asciutto che s'allargavano qua e là, che a poco a poco si congiungevano tra di loro, fino a quando non c'erano che rare luccicanze, simili a quelle che s'intravedono sull'asfalto d'estate da lontano.
"Adesso facci passare, Severo" ha preteso il direttore.
"No, ancora un minuto"
In quel momento, senza accorgermene, decisi che da grande avrei fatto il bidello.
ANALISI LINGUISTICA QUANTITATIVA
manoscritti originali: la maggior parte degli elaborati di questo gruppo, più che delle sintesi di testi narrativi, sembrano delle riscritture del racconto che avrebbero dovuto riassumente sulla base delle indicazioni dell'insegnante. A questo proposito l'insegnante annota: "il riassunto non è male ma ricordati di scriverlo in terza persona", "Attenta: i discorsi diretti vanno racchiusi tra virgolette ma comunque non sono ammessi nei riassunti", "In ogni caso, nei riassunti NON sono ammessi discorsi diretti", "Attenzione: i discorsi diretti vanno racchiusi tra virgolette ma comunque NON sono ammessi nei riassunti". Già da questi commenti, emergono due aspetti: 1) gli autori dei testi del suddetto gruppo non conoscono alcune norme basilari per la redazione di un riassunto 2) sono consapevoli della possibilità di ricorrere al discorso diretto, parte integrante del repertorio linguistico a loro disposizione.
numero degli elaborati: 14
OCCORRENZE SINTATTICHE
- subordinate: totali 78, di cui esplicite 56, infiniti 10, gerundi 1.
- proposizioni relative: 8 - introdotte da che: 8;
- costrutti fraseologici: stare + gerundio (...), comiciare/finire + infinito (...);
- dislocazioni a destra: 0
- frasi scisse: 1 - è lì che Rocco capì che voleva fare il bidello (tema 2)
- sospensioni dell'argomento programmato: 0
NB
Nel computo dei gerundi e degli infiniti non vengono presi in considerazioni quelli che sono inseriti all'interno di un costrutto fraseologico, indicanti un'azione imminente o in corso di svolgimento (ad es. il bidello stava passando lo straccio; il direttore didattico stava per arrivare). Allo stesso modo non vengono computati anche gli infiniti che completano il significato di un verbo servile (ad es. dovevo entrare in classe).
Il ricorso al fraseologico stare + gerundio/ stare per + infinito in questo contesto viene rafforzato dall'adozione ripetuta del costrutto da parte dello stesso autore del testo narrativo da sintetizzare (es. r.2: stava già facendo l'appello).
OCCORRENZE MORFOLOGICHE E LESSICALI
- sostantivi generici: 7 occorrenze di cosa, 0 occorrenze di persona, 2 occorrenze di qualcosa.
- regionalismi e/o dialettismi: ripetute occorrenze del sostantivo in allotropia varecchina, varichina, varicchina, suggerito nello stesso testo da riassumere; alternanza della polirematica tenere per una squadra (utilizzato nel testo di Marco Lodoli) con la più comune formula tifare per una squadra,
- voci del verbo fare: 35 occorrenze.
- che polivalente: 1 occorrenza, nel primo elaborato: "...,
cheanche lui era in ritardo" - pronomi anaforici di terza persona: 0 occorrenze di egli, 11 occorrenze di lui.
- pronome atono di terza persona gli: 0 occorrenze in riferimento a soggetto femminile, zero occorrenze in riferimento a soggetto plurale.
- tempi storici: passato remoto (...), passato prossimo (...), imperfetto (...), presente storico (...)
ERRORI EVIDENZIATI
ricorso al discorso diretto nel riassunto;
passaggio repentino dalla prima alla terza persona, e viceversa;
scarsa padronanza nella gestione della consecutio temporum.
ERRORI NON EVIDENZIATI
classe 1B
VERIFICA DI LINGUA ITALIANA - 24/01/2023
testo descrittivo
1. Descrivi dettagliatamente la tua scuola, partendo dal quartiere, passando per l'edificio e soffermandoti infine sulla tua aula.
2. Descrivi approfonditamente la persona che più ammiri tra le tue conoscenze, soffermandoti su aspetto fisico, carattere ed abitudini
Redazione di un testo descrittivo
14 testi
SINTETICA DESCRIZIONE DEL GRUPPO DI ELABORATI
I testi descrittivi, che solitamente vengono composti da apprendenti che frequentano percorsi di istruzione relativi al primo ciclo, sono caratterizzati da brevità e da strutture sintattiche che si contraddistinguono per la giustapposizione di proposizioni indipendenti, accumuli di predicati nominali e frequenti occorrenze della terza persona singolare del presente indicativo del verbo avere. Si ravvisa, infatti, un non elevato numero di subordinate sia esplicite che implicite, e l'articolazione della struttura sintattica delle frasi complesse non oltrepassa il primo grado di subordinazione (difficilmente in questo tipo di testi sono presenti subordinate rette a loro volta da altre subordinate).
In questo gruppo di elaborati possiamo notare la presenza dei seguenti tratti linguistici ricorrenti:
- trascrizione dell'aggettivo numerale cardinale con i caratteri arabi;
- presenza di incoerenze testuali che non sempre rendono intelligibile il messaggio contenuto in una determinata porzione di testo, ad es. n.1: Profuma di lavanda anche se ha sempre un profumo al cedro. (...). Ha 21 anni, studia lingue a Cagliari ma per scherzare scrive "cuore" con la q. (...) Io non nego che sia un tipo interessante ma dopo 7 anni che vivi con lui diventi di sua proprietà; n. 2: La sera abbiamo l'abitudine di farci le coccole e anche la mattina, e xxx di metterci sempre i jeans;
- la diffusa presenza della polirematica verbale avere l'abitudine, in diversi elaborati del presente gruppo, è molto probabilmente motivata dall'esigenza di aderire il più possibile a quanto richiesto nella traccia (es. ..., soffermandoti su aspetto fisico, carattere ed abitudini);
- la sostituzione della congiunzione come con la forma nominale tipo: ha gli occhiali neri (n. 5), tipo i miei; sotto c'è tipo un disegno (...) stanno facendo dei lavori del tipo ristrutturare le strade (n. 14);
- la descrizione dell'aspetto fisico di una persona non è mai scevra da qualche riferimento puntuale al suo modo di foggiarsi tramite l'abbigliamento: si veste con i body (n.12); (H)a dei calzini grigi sempre della nike e scarpe rosse e nere sempre della nike (n.3);
- alla descrizione fisica di una persona, di un oggetto o di un ambiente, si accompagna spesso un'aneddoto riguardante l'entità descritta, sotto forma di una più o meno breve sequenza narrativa in cui lo scrivente ricorre all'utilizzo di tempi storici (passato prossimo, imperfetto e passato remoto).
- i nomi di parentela non figurano nella successione articolo + possessivo + nome, alcuni esempi: mia mamma (tema 2);
- le ripetizioni non vengono emendate e sono parte integrante del repertorio delle scelte stilistiche dell'autore (tema 8, C'è anche una palestra molto grande, nella palestra c'è una cesta abbastanza grande che contiene molti palloni cerchi e altre cose).
In due casi, l'autore del testo ha connotato cronologicamente il primo incontro con la persona da lui descritta (se questa è un membro del gruppo dei pari), attraverso la menzione dell'anno scolastico (o di un periodo specifico all'interno del processo di istruzione formale) in cui è avvenuto: n. 4, La persona che descrivo si chiama Daniel, lo conosco dal primo anno della materna ed è il mio amico più fidato; questo dato è eloquente del consistente spazio che la scuola occupa all'interno dell'enciclopedia mentale degli scriventi e di come le scelte linguistiche dello scrivente possono essere da essa orientate nella compilazione di un testo descrittivo.
OCCORRENZE SINTATTICHE
- numero di subordinate: e 41 esplicite e 31 infiniti;
- proposizioni relative: 26 totali, di cui 22 introdotte da che, 3 introdotte da dove e 1 da in cui;
- costrutti fraseologici: 1 sola occorrenza del costrutto stare + gerundio: n. 13, (I)il motivo per il quale alcune volte c'è traffico è perché stanno facendo dei lavori del tipo ristrutturare le strade,
- dislocazioni a destra: 1 dislocazione a destra della subordinata interrogativa indiretta: n. 13, Quanti piani ha non lo so.
OCCORRENZE MORFOLOGICHE E LESSICALI
- forme generiche: 3 occorrenza di cosa, 2 occorrenza di persona; 1 occorrenza di qualcosa.
- regionalismi e/o dialettismi, parole marcate e formalmente poco sostenute: diverse trascrizioni delle geminazioni intrinseche dell'occlusiva bilabiale e dell'affricata prepalatale sonora, entrambi in posizione debole, all'interno di parola (n. 4, Le abbitudini che ha sono di stare con gli amici e di andare a calcio; n. 5, E' ABBITUATO AD ANDARE A SCUOLA, (...). E' ABBITUATO ANCHE AD ANDARE IN PISCINA); 1 solo esempio di scempiamento del nesso rr: n. 5, SAMUEL VIVE A TOR(R)ESINA ED E' DA UN PO' CHE NON CI VEDIAMO; 2 trascrizioni di affricazione della sibilante davanti a liquida, nasale o vibrante (n. 2: Ha l'abitudine di alzarzi; n. 3: ... e da un borzello molto largo, dove mette il telefono); per telefono si intende il dispositivo elettronico portatile, meglio conosciuto come smatphone; l'aggettivo fino viene preferito a sottile nella descrizione dell'esilità di una parte del corpo umano; con il forestierismo play ha come designatum corrispondente un gioco elettronico molto popolare tra gli adolescenti; n. 5, LA MAMMA SPESSO
GLI(LO) SGRIDA E FACCIAMO SEMPRE QUALCHE CASINO; disinvolto ricorso alle voci del verbo arrabbiarsi; 1 sola occorrenza dell'avverbio negativo neanche nella traduzione in romanesco manco: n. 1, Alcune delle sue abitudini sono quelle di non bussare manco al bagno, non rispondere se bussi, non sparecchiare e nonmifar(mi) entrare nella sua stanza; n. 3, dita delle mani mozzicate; - voci del verbo fare: 13 occorrenze;
- che polivalente: 4 occorrenze;
- pronomi anaforici di terza persona: 0 occorrenze di egli, 5 occorrenze di lui;
- pronome atono di terza persona gli: 0 occorrenze in riferimento a soggetto femminile, 0 occorrenze in riferimento a soggetto plurale;
- tempi storici: 11 casi di passato prossimo, 12 casi di imperfetto.
ERRORI EVIDENZIATI
ERRORI NON EVIDENZIATI